Centro Artistico Le Muse Carbonia

Ora mi sfogo…

A volte mi capita, di rado no ma neppure tanto spesso… insomma, succede che mi ponga la fatidica domanda: “Ma a me, chi me l’ha fatto fare?”

O, son passati trent’anni. No, di più, da quando lessi sull’Apreda che anticamente eran detti musicisti i seguaci delle Muse, nelle varie arti, non solo quella dei suoni, a cui il termine poi si è limitato. E a me non mi va a fulminare il colpo di genio, della serie “e io faccio una scuola, o meglio un centro artistico, dove si insegna sì musica, e vorrei vedere, ma anche danza, pittura e recitazione”? Queste comunque sono le materie per cui trovai gli insegnanti. Da Cagliari venivano, a Carbonia dove abitavo allora.

Cominciai con dei volantini studiati da me (e da chi sennò?), quando i computer erano di là da venire. Più che volantini comunque erano brochures. Oltre che a realizzarli, feci io anche la distribuzione, di fronte alle scuole e un po’ dappertutto.

Un allievo. Poi due. Tre… e la scuola piena. Lezioni di 40 minuti, dalle 14 alle 22, e non mi stancavo nemmeno. Beninteso che prima di aprirla feci un giro d’ispezione in scuole famose in Continente, come si suol dire quaggiù: a Seveso, dove avevano elaborato e pubblicato “Io cresco con la musica” e tante altre opere didattiche; a Certaldo, centro studi Ars Nova, conosciuta anche all’estero ma non a una signora che abitava nella porta accanto. A Fiesole, e dico nulla. A Empoli. E dalle ex compagne del complesso, a Piombino: fu lì che decisi per la durata di 40 minuti. Mi fecero provare, e mi stancavo molto meno che nelle lezioni di un’ora, provare per credere.

Ricordo…

Per la danza veniva da Cagliari Paola Leoni con un collega: ho saputo ora, cercando sue notizie, della sua scomparsa nel 2011. Non sapevo nemmeno tutto quello che aveva e avrebbe fatto per la danza. Certo che è difficile continuare a lamentarsi, ma se smetto di scrivere poi mi passa la voglia. Ma stai a vedere che scrivendo forse forse capisco chi me lo fa fare.

Veniva sempre da Cagliari anche la moglie di un collega per recitazione, il vicedirettore del Conservatorio per i corsi di teoria (un genio e uno spirito elevato), da Iglesias un maestro di chitarra e sempre da Cagliari un docente di pianoforte per darmi una mano. I colleghi del posto erano verdi di rabbia. E io insegnavo, organizzavo concerti e riuscivo anche a ottenere finanziamenti… meno male che nella mia vita – l’avevo detto anni prima – io avrei insegnato tutto fuorché musica!

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