rissa-parlamento

OVERDOSE POLITICA

Diciamoci la verità: non se ne può più!

Una volta abbiamo ospitato per un anno con Intercultura una ragazza finlandese, come se la avessimo adottata, anche se a tempo. Infatti le vogliamo ancora bene come ad una figlia. Questo non c’entra col mio discorso, ma l’ho voluto dire.

Dovete sapere che prima di mandarle all’estero così a lungo istruiscono i ragazzi sulle caratteristiche di un mondo così diverso dal loro; per esempio, le hanno raccomandato di non dire mai in finlandese “Guarda il mare!” (e in quel tempo abitavamo ad Alghero), perché si scrive così: katso merta, e potete immaginare come si pronuncia! Proprio come pensate! Ce ne sono altre, non temete… Magari le potete trovare qui, se vi volete divertire.

E poi l’hanno avvisata che qui, in Italia, parliamo sempre di politica: tutti, ma proprio tutti. Infatti un giorno ci ha guardato con gli occhioni sbarrati e divertiti, mentre noi appunto ci stavamo accalorando su non so quale partito o quale politico, e alla nostra richiesta ci ha spiegato il perché.

Aveva ragione.

Ed era una ventina di anni fa: oggi è peggio, Susu. Un se ne pole più (aveva imparato l’italiano, in Sardegna, con l’accento toscano: mitica!).

Florilegi

C’erano uno o due talk-show, interessanti, e magari li seguivo anche: oggi non puoi accendere la tv che senti berciare (questo è il termine giusto), gli invitati che si urlano addosso interrompendosi a vicenda e sovrapponendosi, che è diventata un’arte, come quella delle parolacce sdoganate: “incazzare”, “casino” e il rosario dei cinquestelle che ci vorrebbe un libro a raccontarlo, a cominciare dal “vaffa day”: chissà cosa voleva dire quel vaffa… mah… già che c’era, perché non ce l’ha messa tutta intera la parola? e tutta in italiano? “Il giorno del vaffanculo”. Più onesto no? E soprattutto fine.

Partiti? e dove sono andati?

Ideologie? Cos’è, roba da mangia’?

Lo confesso: mi sono persa.

Previsioni nel tempo

Cominciai nel lontano ’84, quando mi chiesero da che parte stavo, e io risposi “starei a sinistra”. “Come starei?” “Sì, perché se qualcuno mi dice dov’è, la sinistra, quella vera, io ci sto. Ma non la vedo da nessuna parte.”

Perché, qualcuno oggi l’ha trovata?

Forse quell’assessore del Partito Comunista che prese i miei progetti per un centro artistico all’avanguardia e li passò pari pari nelle mani di alcuni compagni negozianti di strumenti che mi avrebbero dato alcuni locali se io avessi obbligato gli allievi ad acquistare da loro?

Forse il sindaco e l’assessore di una grossa provincia sarda che mi stettero ad ascoltare con gli occhi brillanti e l’acquolina in bocca, ed aprirono la scuola civica da me suggerita con un direttore di conservatorio?

Poi a un grosso direttore di grossa casa editrice quando mi chiese “Ah, lei ha un nuovo metodo? Perché non me lo manda?” e io risposi “Ma che sono io, Babbo Natale?” non avevo ragione?

Lasciamo perdere altri direttori, perché andrei fuori tema.

Si parlava di sinistra. Non che alla destra vada meglio, sfasciata com’è stata da Berlusconi. Così non c’abbiamo nemmeno un interlocutore… Anzi, sì, ci sarebbe. Solo che non interloquisce. Il primo ad essere chiamato da Renzi (secondo in ordine di arrivo per gli elettori), ha voluto lo streaming per esibire il suo frasario preferito, invece di cogliere la palla al balzo e fare le sue richieste… ma già, è più comodo lamentarsi che agire, poi vuoi mettere i voti che si prendono “guardando il mare” qua e là? Istigando alla ribellione ne trovi di scontenti che ti

Anche i gatti dicono la sua

appoggiano!\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\ ecco, questo l’ha scritto Tranky dopo essere saltato sulla tastiera, averla bagnata ed essermi venuto in braccio non senza avermi riempito di bacini sul naso. Chissà che voleva di’…

Vedi Susu? Ci sono ricascata, a parlare di politica. Sarà perché non sono mai mancata al voto, e quelle poche volte che non l’ho fatto tappandomi il naso… ho perso. Questa, la prossima voglio dire, sarà la prima che rimarrò a casa: mi fanno schifo, tutti. La minoranza invidiosa e quelli che nella foga di vincere si dimenticano che in democrazia non esiste il partito unico. Dove guardo, provo solo ribrezzo e sconforto. Corvo rosso (e anche nero) non avrai il mio scalpo.

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