Le mie pubblicazioni
Non posso dire quando ho iniziato a scrivere, nel senso di “comporre”, un racconto, o qualcosa di simile. Sì, a quattro anni leggevo, scrivevo, e ho incontrato la musica, e questi due doni mi hanno da allora accompagnato e aiutato. Complicato spiegare cosa scrivevo e perché, ma metto per ora in ordine di tempo i miei lavori; poi ne racconterò la genesi uno ad uno.
A parte i pensierini, i temi e scritti vari, a quattordici (forse) anni partecipai al concorso letterario Rosignano Solvay, dietro consiglio dato a mia madre da un collega che ci partecipava ogni anno. E lo vinsi. Il racconto fu pubblicato, ricordo ancora il libro, ma non so trovarlo nella marea di libri che ho a casa, da far impallidire una biblioteca.
Arriva il primo “serio”: “Choi-oi!” (1968-’69)
A vent’anni (1968) ero organista in un complesso musicale femminile, a cui fu proposto un contratto per tre mesi in Estremo Oriente, con una puntatina di quattro giorni nel Vietnam del Sud, a suonare nelle basi americane; i genitori erano titubanti, ma cedettero, e andò a firmarlo a Milano il nostro manager, che aveva la delega. Poi una volta a Saigon, scoprimmo che il contratto era scritto in inglese, lingua sconosciuta al manager, e che i tre mesi erano in Vietnam! Tenni un diario di quel periodo incredibile, e riuscii ad aprirlo e rileggerlo solo dieci anni dopo il nostro ritorno. Oggi si intitola “Choi-oi!”, e il corso degli eventi lo racconterò nel pezzo dedicato.
Secondo: a sorpresa, poesie. Dapprima il titolo è stato “Trasparenze”, (1979), cambiato poi, per un colpo di fulmine, in “La musica nel cuore”. Storia interessante, e idem come sopra, la racconterò in dettaglio nel post dedicato.
Il primo titolo è stato cambiato per un fatto inaspettato che mi è successo, e che – anche questo – spiegherò nel suo post.
“Il cerotto” (1986): E qui si cambia tono! È un racconto in tono umoristico, anche questo con una genesi non tanto usuale, d’altronde non è colpa mia, “è che mi hanno disegnato così!”. Mi prudono le dita (sulla tastiera) dalla voglia di raccontarvelo, ma sennò che vi dico quando tocca a lui?
Toh chi si vede! Anche “Limus” (1988) non scherza: nato così, per caso, per un colpo di intuizione inaspettato, e diciamolo… ha cambiato in meglio la vita di molte persone. È un metodo per imparare a leggere la musica – il che è uguale a “suonare” – interamente diverso dal tradizionale. Vi posso dire solo come è nato, sennò vi devo fare un corso di musica!
“Comusica” (2020): Poesie, arieccole. Tutta colpa di un ispiratore, ma il titolo dice tutto. E allora sto zitta. No, scherzo, anche se sarà un po’ difficile spiegarlo.