Dedicato a Viviana e Rossella. Ma anche a Rossella e Viviana.

 

Care bimbe,

io me n’accorgo che non è normale chiamarvi “bimbe”, ma chissene… sennò come vi chiamo? Allora dicevo: care bimbe, MI MANCATE TANTO! Mai avrei pensato prima di sentire una nostalgia così lancinante, ma sicuramente ce l’avevo dentro, sotterrata da mille problemi; infatti con l’aria di Piombino è uscita fuori prepotente, e mi sono ritrovata a mezzo secolo fa come se fosse passato a malapena un giorno, solo che il cervello è cambiato, diciamo maturato. O un poteva matura’ prima? Chissà che casino, avessi capito qualcosina allora… Sapete, mi sentivo proprio una nullità, e un è colpa vostra: mi c’è voluta una vita a ritrovarmi. Viviana che mi loda, Rossella pure, a modo suo, e il visino dolcissimo di Nara, e Pippo, e Giulio sempre uguale, no Giulio, un eri vecchio prima, è ora che hai cinquant’anni di meno… e tutti gli allievi che ho abbracciato e salutato come se fossero i miei, uguale uguale…

Un magone, appena sbarcata in Sardegna…! Ho preso il caffè annacquato con le lacrime, volevo torna’ indietro, un fosse per i figli e la nipotina… indietro magari a Pontedera, poi prende’ la macchina e anda’ a Piombino, oppure anche trasferirmici, a Piombino, ritagliarmi un angolino e insegnare coi mi’ metodi, che loro l’hanno capito subito, che insegnare musica ti riempie la vita di emozioni; io ci ho messo tanto. Tornare a mangiare insieme, a fa’ casino, a rammentarci di quei tempi là, a condividere con un figlio che riscopre la mamma e vola alto insieme a lei…

Bimbe, mi mancate proprio tanto. Mi accorgo che vi ho detto un millesimo, di quello che provo, ma tanto avete capito no?

Ero l’organista delle Stars, e vorrei riavvolgere il nastro…

Era quasi estate quasi troppo tempo fa

l’affitto era un biglietto d’autostrada

vada come vada deve andare a modo mio

era sotto carica

la macchina della musica

quasi estate qualche estate fa.

Nel vento di duecento mesi fa

questa banda è scesa in pista

appesa a quattro lune di passaggio

notti di viaggio, gatti da battaglia

tamburi rotti per l’ltalia

e tenere carica

la macchina della musica

con un amore a testa ogni città.

Vorrei, vorrei riavvolgere il nastro un po’

per chi non sa di quel nostro tempo là

per me, per noi, per te che non viaggi più

con me, con noi

nel coro ci sei anche tu.

Letti da poco, poker da mille lire, dormire mai

Bari-Torino, espresso del Levante

alta corrente addosso la prima volta di hit parade

gente a tenere carica la macchina della musica

tante persone a testa ogni città.

Vorrei, vorrei riavvolgere il nastro un po’

per chi non sa di quel nostro tempo là

per me, per noi, per te che non viaggi più

con me, con noi

nel coro ci sei anche tu.

L’aria è rimasta giusta addosso a noi

questa banda è ancora in pista

basta tenere carica la macchina della musica

e ritrovarsi amica, ogni città.

E vorrei, riavvolgere il nastro un po’

per chi non sa di quel nostro tempo là

per me, per noi, per te che non viaggi più

con me, con noi

nel coro ci sei anche tu.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa l\'operazione per inviare *